Ti racconto una magia: L’Isola di Skye.

The Old Man Storr

 

Fin da bambina ho sempre subito il fascino della Gran Bretagna. Studiare i libri di storia era un passatempo, guardare i film le cui trame si intrecciavano in queste terre mi elettrizzava. Mi perdevo a fantasticare mentre guardavo incantata i documentari dedicati a questa terra.

Così è arrivata la Cornovaglia, il Somerset, il Devon e il Dorset. Il Galles con i suoi castelli maestosi e infine la Scozia, le Highlands e L’Isola di Skye.

L’Isola di Skye è la più grande delle isole Ebridi e io non ne conoscevo nemmeno l’esistenza fino a quando non ho pensato ad una prossima meta di viaggio. Sapevo dell’esistenza di queste isole ma non avrei saputo dargli una collocazione ben precisa.

Non meravigliarti se scorrendo le foto che fanno da cornice a questo racconto ti sembrerà di conoscere questi luoghi da sempre, se chiudendo gli occhi ti ritroverai a vestire i panni di un eroe o di un eroina in una terra dove non esiste il trascorrere del tempo e tutto sembra fermo da milioni di anni.

Sarà per questo che l’Isola di Skye è spesso lo scenario di racconti di fantasia che rapiscono i lettori e gli amanti del cinema fantasy. Qui non servono effetti speciali per catturare i sogni e l’immaginazione, perché è tutta realtà. Una magica realtà.

C’è un ponte che unisce la terraferma Scozzese all’isola di Skye. Un ponte moderno che da circa 20 anni permette di raggiungere l’isola senza l’utilizzo del traghetto. Un ponte moderno che stride con il paesaggio circostante, un ponte che si percorre in pochi minuti che sembreranno un’eternità. Mentre percorrerete le strade che vi condurranno in questa terra meravigliosa vi sembrerà di aver attraversato un ponte immaginario, un ponte fantastico.

Un nuovo mondo si apre davanti ai vostri occhi. Il paesaggio cambia chilometro dopo chilometro e mentre vi addentrerete verso l’interno si farà più imponente e selvaggio. Alcuni scorci sembrano appena forgiati dalle profondità della terra talmente sono selvaggi ed imponenti. Ad ogni curva non stupitevi dei corsi d’acqua che attraverseranno la strada a pochi metri da voi per andare ad insinuarsi nelle profondità della terra. Li ritroverete a precipitare sul mare da scogliere imponenti e drammatiche in tutta la loro maestosità.

Ci siamo immersi per 3 giorni in questa atmosfera e nel silenzio di questo angolo di mondo. Se c’è un aspetto che vi colpirà di questi luoghi è soprattutto il silenzio, anche quando intorno ci sono tante persone noterete la loro compostezza e la calma con cui dialogano o svolgono le più normali azioni quotidiane. E la gentilezza, la loro ospitalità e l’attenzione che rivolgono a chi decide di visitare la loro terra. Tutto scorre lentamente, o forse siamo noi ad andare troppo veloci.

Era maggio, il mese ideale perchè non troppo freddo e libero dalla calca turistica estiva. Se nel resto delle Highlands abbiamo potuto godere di giornate meravigliose e soleggiate lo scenario cambia appena superiamo lo Skye Bridge. Le nuvole si fanno basse, sono chiare e danno al paesaggio circostante un’aria mista a mistero e magia. Nei momenti in cui si diradano scorgiamo paesaggi ondulati e la verde brughiera che caratterizza questo territorio. Se venite colpiti da punte di colore rosa accesso è l’erica che vi gratifica con la sua fioritura. L’erica è ovunque, meravigliosa.

L’acqua è l’elemento predominante e non solo perchè l’oceano circonda l’isola di Skye. L’acqua è ovunque intorno a voi. Negli acquittrini che si formano nella brughiera, nei piccoli laghetti e nei loch di origine glaciale che sono tipici del paesaggio delle Highlands. Fermatevi, chiudete gli occhi e ascoltate il rumore delle cascate che si infrangono nell’oceano, respirate i profumi della brughiera. Intorno a voi aleggia lo spirito di Lady Macbeth e del suo consorte, perchè qui il regista Justin Kurzel ha girato le scene di battaglia dell’omonimo film con protagonisti Michael Fassbender, nel ruolo di Macbeth, e Marion Cotillard nel ruolo della sua consorte.

La distilleria Talisker e la baia di Carbost.

Percorriamo la strada che ci conduce alla nostra prima sosta prima di raggiungere il nord dell’isola. E’ qui che abbiamo deciso di soggiornare per 3 giorni. Attraversiamo il meraviglioso ponte di Sligachan e raggiungiamo la distilleria Talisker dopo circa un’ora e mezza di viaggio fatto di soste utili ad ammirare il paesaggio circostante. La distilleria si affaccia sull’oceano è l’unica presente nell’isola e il suo whisky è famoso per le note di mare che lo caratterizzano. Con poche sterline è possibile visitare la distilleria e farsi accompagnare per una degustazione guidata imperdibile. Da qui proseguiamo per qualche km fino alla baia di Carbost. Si parcheggia l’auto e si percorrono poche centinaia di metri in mezzo alla brughiera per poi giungere in questa bellissima baia dove potete rilassarvi e fare uno spuntino veloce.

Ponte di Sligachan

 

Proseguiamo nel nostro percorso che ci condurra fino alla nostra destinazione. Affittiamo un cottage nella baia di Roskhill, poco distante da Dunvegan.

Siamo nel nord dell’isola. Il cottage è una piccola dependance di una casa tipica dove vivono Gillian, Duncan e i loro 3 bambini. Si affaccia sulla brughiera, verde e colorata dall’erica dove pascolano le pecore tipiche del luogo. La brughiera si affaccia sulla baia con dolcezza, l’acqua è calma e silenziosa. Le giornate a maggio sono lunghe. Il sole sorge alle 5 e tramonta alle 22. Dalla nostra cucina che si affaccia sulla baia possiamo godere del paesaggio e dell’atmosfera che lo circonda. Un’emozione impagabile.

Le Coral Beaches.

Le numerose ore di luce ci permettono un’ultima escursione prima che tramonti il sole. Sistemati i nostri bagagli ci dirigiamo verso le Coral Beaches che distano pochi chilometri da noi. Parcheggiata l’auto un cartello ci informa delle singolarità e della richezza di questo luogo. Le Coral Beaches sono due spiagge costituite da esoscheletri di animali marini e alghe coralline, il loro colore bianco acceccante si aprirà davanti ai vostri occhi dopo un percorso che si snoda in mezzo alla brughiera per circa 1 km e mezzo.

Durante i nostri 3 giorni di soggiorno nell’isola di Skye il sole fa la sua comparsa in diversi momenti della giornata. E’ sorprendente la velocità con cui il tempo varia. Adesso siete seduti ad ammirare una scogliera che si intravvede nella foschia, pochi minuti dopo il sole colora le sue pareti in maniera accecante.

The Old Man Of Storr

C’è stato un momento particolarmente emozionante, carico di mistero e di tensione. Mentre salivamo ad ammirare l’Old Man Of Storr, questo pinnacolo alto 50 metri che sembra poggiato con grazia per mano di una forza sovraumana, la nebbia ci impediva quasi di vedere i nostri piedi. Io ero molto nervosa perchè la brughiera con la pioggia diventa viscida e anche l’abbigliamento più adeguato può non servire a molto. Il percorso era molto ripido, il sentiero stretto a tal punto da impedire il transito di due persone contemporaneamente. E non vedemamo cosa c’era intorno a noi. Dopo circa un’ora di cammino raggiungiamo la sommità, l’Old Man of Storr e li davanti a noi avvolto dalla nebbia. Fa paura perchè sembra che sia in un equilibrio precario e pensi che una folata di vento possa buttarlo giù da un momento all’altro.

The Old man Storr

Ci fermiamo, ci stendiamo nella brughiera e una fitta pioggerellina bagna i nostri visi. A poco a poco la nebbia inizia a diradarsi, iniziamo a scorgere il paesaggio circostante e tratteniamo il respiro. Può la natura forgiare tutto ciò e lasciarlo immutato nel tempo? Può la natura creare forme così singolari da rendere difficile pensare che non esista una forza a noi sconosciuta che possa aver contribuito a renderla tale? Ci godiamo questi momenti tirando un sospiro di sollievo, siamo rilassati e la tensione si è sciolta con la nebbia. La discesa ci regala uno scorcio magnifico sull’isola di Raasay e Rona.

Portree e la penisola di Trottenish

Dopo questa emozionante escursione dedichiamo il giorno seguente alla cittadina di Portree e al territorio circostante, la cittadina più abitata dell‘isola di Skye con i suoi 1000 abitanti. E’ meravigliosa e colorata grazie alle sue casette che si affacciano sulla baia calma e rilassante. Passeggiamo lungo il porticciolo in attesa che apra il ristorante Sea Breezes dove gusteremo del pesce fresco appena pescato direttamente affacciati sull’oceano. Dopo questo pranzo rigenerante proseguiamo verso nord per raggiungere la penisola di Trottenish.

Questa penisola vanta dei paesaggi insoliti e affascinanti oltre ad attrazioni spettacolari come la cascata Kilt Rock. Questo corso d’acqua che percorre la pianura basaltica si getta in mare con un salto di 50 metri e vi lascerà leteralemente senza fiato. La scogliera è immensa e la nostra vista fa quasi difficoltà a scorgerne la fine. Proseguendo lungo il nostro percorso incontriamo villaggi e case tipiche che sembrano sospese nel tempo. La nebbia ci abbandona di rado ma forse è meglio così, tutto intorno a noi assume un aspetto unico e fiabesco.

Kilt Rock

 

Penisole di Duirinish e Waternish

Dedichiamo il nostro ultimo giorno alle penisole di Duirinish e Waternish. Le abbondanti ore di luce ci consentono di godere delle attrazioni che offrono e rimaniamo rapiti mentre durante il nostro tragitto scorgiamo in un isolotto minuscolo numerose foche intente a riposarsi. Una sosta per ammirarle è d’obbligo e per l’emozione dimenitchiamo anche di scattare qualche foto. Sono a pochi metri da noi e non possiamo distrarci assolutamente.

La costa occidentale della penisola di Duirinish vi regalarà uno degli scenari più spettacolari e selvaggi. Lungo il tragitto diversi contadini ed allevatori espongono cartelli dove indicano la vendita di uova o carni locali. Al rientro facciamo sosta per acquistare delle uova fresche da consumare a colazione. La nostra destinazione finale ci conduerrà alle scogliere di Waterstain Head e al faro di Neist Point.

Scogliere di Waterstein Head

Il Faro rimarrà nascosto ai vostri occhi per tutta la discesa, durante il percorso alla vostra sinistra potrete ammirare la maestosità delle scogliere di Waterstain Head, accarezzare i muretti a secco che delimitano questa radura pianeggiante e respirare il profumo dei licheni che li colorano. Voltandovi a destra rimarrete affascinati dalla maestosità e dai colori della scogliera che delicatamente si affaccia sul mare. Meravigliosi sono i suoi colori, la brughiera cresce negli spazi più incredibili e angusti e non è difficile scorge qualche ciuffetto di erica.

Superato il promontorio ecco davanti ai nostri occhi il faro di Neist Point. Fino a pochi mesi prima era un b&b e ancora visibili sono le tracce del suo impiego. Davanti a noi l‘oceano Atlantico con una vista fantastica sulle Ebridi esterne. Ci riposiamo sulle rocce basaltiche che degradano dolcemente verso il mare e consumiamo il nostro pranzo a base di panini e carne di maiale locale. Il faro è di libero accesso e non si può visitare all’interno ma addentrarsi nel suo perimetro è stato elettrizzante.

Spazi angusti e un velo di mistero ci hanno accompagnati per tutta la visita. C’è stato un momento in cui mi sono sentita osservata, mi sono voltata verso una piccola casetta che fungeva da dependance e i vetri erano umidi all’interno, grondavano di acqua, come se qualcuno ci avesse appena respirato sopra. Ho cercato di scorgere all’interno attraverso una piccola fessura del vetro. C’erano dei letti a castello, indumenti, disordine, un fornellino e le bricciole di un biscotto su un tavolo. Qui preparano dei dolcetti al burro deliziosi. Chiunque fosse la dentro non si è voluto manifestare ai miei occhi e io ho fatto in modo che non venisse attirata l’attenzione dei pochi turisti presenti.

Neist Point

Il percorso verso casa lo abbiamo intrapreso attraverso la penisola di Waternish. Famosa per i numerosi ceramisti presenti e per la presenza di una filanda molto speciale. A pochi chilomentri da Stein si trova la filanda Shilasdar Yarns, purtroppo in quel momento non era aperta al pubblico ma la sua storia è singolare. I proprietari, due manager di successo, hanno abbandonato la frenetica vita Londinese nel lontano 1971 per rifugiardi sull’isola di Skye. Qui allevano le pecore e filano manualmente la loro lana. I colori sono pigmenti naturali che reperiscono nel paesaggio circostante. Se siete fortunati potrete assistere alla lavorazione e al processo di tintura nel laboratorio retrostante.

La nostra giornata si conclude sorseggiando un bicchiere di Talisker e gustando dei deliziosi dolcetti che preparano in una minuscola pasticceria che troverete nella strada che da cottage vi conduce a Dunvegan. Un piccolo angolo di dolcezza che ogni mattina avevamo il piacere di visitare attirati non solo dai dolci splendidamente preparati ma anche dai sorrisi e dalla gentilezza dei suoi proprietari.

L’isola di Skye ha chiuso il nostro soggiorno in Scozia. Vado via rapita e incantata ma sopratutto sicura che non sarebbe finita così. Quest’isola mi è rimasta nel cuore, se dovessi scegliere un luogo diverso in cui vivere sceglierei questo. Sento il suo richiamo e appena possibile ritorneremo ad immergerci nella sua magica atmosfera. Questa volta con Sofia.

Spero che questo racconto abbia suscitato in voi un pò di curiosità e vi aspetto per conoscere le vostre impressioni e ricevere richieste per suggerimenti e  consigli per una vacanza unica e magica.

2 thoughts on “Ti racconto una magia: L’Isola di Skye.

  1. Che meraviglia Silvia. Sicuramente un viaggio da fare almeno una volta nella vita. Dalle tue parole si capisce immediatamente come questi luoghi ti abbiano conquistao il cuore!

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