Una sarda a Palermo: Storia di Raffaella e la ricetta della pasta con l’Anciova.

Lo ammetto. Una lacrimuccia è scappata quando il portellone dell'aereomobile si è chiuso alle mie spalle. L'aereo in alta quota e i miei pensieri ancorati a terra: so quello che sto lasciando in Sardegna ma… che troverò in Sicilia? Partivo con la certezza che là viveva il mio ragazzo e la sua famiglia. Ma la quotidianità come sarebbe stata?

Mi ero appena laureata ed emigravo come la maggior parte dei miei coetanei. Solo che la mia è stata una emigrazione al contrario, verso il sud del mondo. Cosa davvero strana e tra coloro che mi conoscevano si scommetteva sul tempo che avrei impiegato a ritornare in Sardegna. Chi mi dava 6 mesi, chi alcuni anni. Ne sono trascorsi più di quindici e anche i miei amici si sono oramai convinti che da queste parti il cibo sia davvero buono!

Devo molto, per quello che sono ora, anche al mio lavoro. Al lavoro che ci siamo inventati io e mio marito nel lontano 2003 e che mi ha permesso di conoscere tante persone, di viaggiare pur rimanendo in città, di mettermi alla prova con chi parla una lingua diversa e con chi ha abitudini che non lascia manco in vacanza. Gestisco un B&B, Piccola Sicilia, proprio a due passi dal centro storico. Questo mi ha permesso di amare ancora di più la città che mi ha adottato.

Effettivamente ho un altro buon motivo per stare a Palermo, ma questa è tutta un'altra storia che inizia quando da bambina ascoltavo le storie delle donne di casa, donne Sarde, orgogliose e tenaci. In questo racconto mi ci sono ritrovata anni dopo e ve lo racconto Qui.

Per dare anche a chi legge (ehi, grazie mille Silvia per avermi ospitata!) un'idea della bellezza di Palermo, vi lascio i miei consigli su cosa fare e vedere in un fine settimana e la ricetta di una pasta che a mio figlio piace tantissimo e che oramai faccio più che volentieri.

Palermo in un weekend

In pochi giorni avete la possibilità di vedere tanto della città di Palermo. Certo, bisogna scegliere tra i monumenti più importanti cosa vedere per primo considerando anche gli orari di apertura al pubblico. Di sicuro però l'atmosfera che si vive tra le stradine del centro storico vi saprà coinvolgere ed entusiasmare.

Cattedrale dedicata a Santa Vergine Maria Assunta

La consiglio perché uno sguardo d'insieme alla Chiesa e ai palazzi circostanti fa saltare subito all'occhio l'importanza che il luogo ha avuto per le varie dominazioni che la città ha subito e con cui si è spesso integrata.

Quattro canti

La piazza viene anche chiamata Teatro del Sole e ci dà un'idea della città in epoca barocca: un pullulare di statue, fontane, chiese. Dal centro della piazza potete vedere lungo tutto il Cassaro (nome antico per indicare la nuova via) il mare da una parte e la montagna dall'altra.

Cappella Palatina

Una piccola cappella all'interno del Palazzo dei Normanni che vi lascerà senza fiato: come è possibile che in così pochi metri quadri sia racchiuso un simile tesoro? Vedetela così: è un prodotto della sinergia creata dalla tolleranza da cui dovremo prendere esempio. Maestranze di diversa provenienza, anche religiosa, hanno lavorato per un obiettivo comune: rendere il luogo unico al mondo. Direi che ci sono riusciti!

I mercati storici di Palermo: Capo, Ballarò e Vucciria

Frutta, verdura, carne e pesce. Ma anche vestiti, borse, complementi d'arredo e tanto altro. Troverete questo ai mercati, ma anche profumi e sapori di un teatro umano che vi catturerà per i suoi colori e la sua vivacità.

La Camera delle Meraviglie

All'interno di un palazzo nobiliare, dentro una casa privata, è stata scoperta per puro caso una stanza unica al mondo. Un blu intenso con degli arabeschi dorati in tre metri per tre. I proprietari vi racconteranno tutta la storia del ritrovamento e vi faranno conoscere una parte della storia di Palermo sconosciuta ai più.

Potete trovare tutte le informazioni che desiderate nella pagina Facebook del B&B.

 


 

Delizia del palato: Pasta con l'Anciova.

Ingredienti

  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 1 testa d'aglio
  • 100 gr acciughe sottolio
  • 30 gr di uva passa (passolina)
  • 30 gr pinoli
  • 200 gr di pangrattato (la mollica)
  • 2 Cucchiai estratto di pomodoro (astrattu) da sciogliere in acqua calda

 

Procedimento

  1. Per preparare la pasta all'Anciova versate nella padella l'olio evo. Appena caldo aggiungete lo spicchio d'aglio non sbucciato, lasciate rosolare per un paio di minuti e poi unite l'acciuga (dipende dai gusti, potete farla più o meno gustosa calibrando il sapore con più o meno acciuga). Togliete l'aglio. Fate tostare anche i pinoli e l'uvetta, precedentemente reidratata, insieme al composto.
  2. Aggiungete l'estratto di pomodoro.
  3. Nel frattempo mettere a bollore l'acqua per la pasta. Consiglio di provare il formato "margherita", una sorta di spaghetto piatto con un lato liscio e uno ondulato.
  4. Prendere un altro padellino e tostate il pane grattugiato fino a farlo diventare dorato. La fiamma deve essere a fuoco medio e il pangrattato deve essere girato spesso per evitare che si bruci. Questo vi servirà come condimento. In epoche passate la "muddica atturrata" veniva considerata il formaggio dei poveri.
  5. Scolate la pasta, versatela nella padella con il preparato ottenuto, mescolate e servite con una spolverata di pangrattato (che io aggiungo anche mentre mescolo la pasta nella padella).

Buon appetito!

photo credits Donna Nuzza & Donna Ddia)

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